TREVISO - Chloe, 12 anni e affetta da diabete di tipo 1, ieri mattina ha ricevuto un regalo speciale: si tratta di Pompon, un Jack Russell in grado di rilevare variazioni glicemiche nei pazienti diabetici come lei, soprattutto in caso di ipo-iperglicemia improvvisa. La donazione arriva dal Lions Club di Treviso, che sostiene l'iniziativa attraverso l'Aild (l'Associazione Italiana Lions per il Diabete) e il Progetto Serena, onlus che promuove il protocollo dei cani allerta diabete. «Non sostituiscono la medicina - puntualizza Roberto Zampieri, fondatore del Progetto Serena - ma è un supporto in più».

I cani sono in grado di riconoscere le variazioni di odore del corpo dovute alle ipo e iperglicemie. E attraverso un addestramento mirato, che avviene attraverso il riconoscimento di un campione di saliva della persona da seguire, riescono a percepire le crisi anche prima di alcuni sistemi elettronici utilizzati per il monitoraggio. «I cani sono più propensi a segnalare le variazioni durante il giorno - spiegano gli addestratori Massimo Garonzi e Sara Calgaro - ma cerchiamo di fare in modo che stiano in allerta anche durante le ore notturne».

Come con il caso della cagnolina Gea, che sta seguendo la piccola Anitya di 5 anni e mezzo. «Il primo cane che abbiamo deciso di finanziare questo servizio», afferma il presidente nazionale dell'Aild Mauro Andretta. E a raccontare l'esperienza è la stessa bimba, accompagnata dai genitori Chiara e Michele. «Abbiamo saputo che nostra figlia era diabetica ad appena dieci mesi - raccontano -. A causa di variazioni repentine e molto forti, è stata ricoverata in ospedale per quasi un mese. Durante il quale ci siamo mobilitati per capire se si potesse intervenire in modo veloce, in caso di altre crisi come quelle che si erano presentate nei suoi primi mesi di vita». Così la famiglia ha iniziato a cercare una soluzione adatta anche all'età della figlia. E hanno trovato Gea. «L'addestramento è durato due anni e tutt'ora continua, sopratutto per la notte». Ora sta imparando a riposare stesa su un tappetino elettronico, dove riesce a riposare mantenendo comunque un occhio vigile. «Anitya non solo ha avuto un esordio precoce ma diverse complicazioni dovute all'età - continuano i genitori della piccola - e quindi ha bisogno di essere tenuta sotto osservazione. Gea ci segnala che qualcosa non va con le zampe».