Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Sono sei i medici indagati per la morte del piccolo Domenico: sarà necessario ricostruire la catena di errori per le responsabilità

Proseguono i controlli all’ospedale Monaldi di Napoli dove ieri si è spento il piccolo Domenico, il bimbo col cuore “bruciato”. Ora è il tempo del dolore ma è anche quello delle responsabilità per risalire tutta la filiera degli errori che hanno portato al deterioramento dell’organo, comunque impiantato, durante il trasporto da Bolzano a Napoli. Ieri i carabinieri, sotto il coordinamento dei magistrati della VI sezione "lavoro e colpe professionali" (pm Giuseppe Tittaferrante e procuratore aggiunto Antonio Ricci) hanno notificato ai sei sanitari dell'ospedale altrettanti avvisi di garanzia contestuali al sequestro dei cellulari.

“Il problema vero per me è stato il ghiaccio secco. In tanti anni di carriera non l'ho mai visto usare in ospedale. Non so chi lo abbia fornito, chi lo ha inserito nella borsa a Bolzano. Non era mai capitato nella storia dei trapianti del Monaldi di trovare un cuore pietrificato dal ghiaccio secco”, ha dichiarato il professore Antonio Corcione, anestesista e capo dipartimento area critica non pediatrica dell’ospedale Monaldi. Sulla polemica relativa all’espianto dell’organo del bambino prima dell’arrivo di quello nuovo, il medico ha spiegato: “Non sta a me difendere nessuno ma so che era passato molto tempo per il rientro e si lavora sui minuti. Oltre un certo tempo il cuore non regge l'ipossia. Il chirurgo ha atteso. Quando i colleghi che rientravano da Bolzano hanno comunicato di essere in tangenziale e di temere i ritardi del traffico, hanno aspettato ancora. Si è deciso di iniziare solo quando il team era già in ascensore”.