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Nelle intercettazioni dicono dei deputati di sinistra: "Fanno molte cose con noi"
I parlamentari sapevano chi incontravano? Erano consci dell'affiliazione di Mohammad Hannoun (oggi in carcere a Terni in regime di massima sicurezza) e dei suoi sodali ad Hamas? Ascoltando le decine di intercettazioni agli atti dell'operazione Domino, sembra proprio di sì. E a entrare nel dettaglio, facendosi peraltro portavoce di Hannoun, è Yaser Elasaly, membro del comparto estero dell'organizzazione terroristica, componente della cellula italiana e responsabile con Raed Dawoud della filiale milanese della Abspp, l'associazione tramite cui solo negli ultimi anni sarebbero stati raccolti oltre 7 milioni di euro da destinare ai tagliagole islamici. È proprio lui che, meno di un anno fa, commenta con il suo interlocutore il comportamento, ritenuto scorretto, di Sulaiman Hijazi, storico braccio destro di Hannoun. Hijazi, infatti, si è mosso autonomamente nell'organizzare certi incontri, anche con alcuni parlamentari, nonostante Hannoun non fosse d'accordo. Occasione in cui viene citato espressamente Alessandro Di Battista e, nello stesso frangente, Sulaiman viene definito nelle carte degli inquirenti «collaboratore», mentre il nome di Stefania si riferirebbe alla pentastellata Stefania Ascari, sempre alla luce del contenuto. Yaser riporta le parole di Hannoun, che precisa come i legami tra l'associazione e Hamas siano noti: «I loro parlamentari... Si sa che l'associazione è legata ad Hamas così, insomma...». Aggiunge inoltre che «il dottor Hannoun gli ha detto: 'Oh Sulaiman loro non è la prima volta che escono con noi... Sono usciti con noi... Molti cortei e hanno partecipato molte volte con noi... Non lo sapevano che noi fossimo legati...?!».






