A Poggioreale sovraffollamento "fuori controllo", droni con cellulari e droga. È la denuncia del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria). A rendere il quadro ancora più allarmante è quanto accaduto due notti fa: nuovi droni hanno sorvolato i cieli del carcere partenopeo trasportando materiale destinato ai detenuti. Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono riusciti a intercettare due velivoli carichi di 18 telefoni cellulari completi di schede telefoniche e caricabatterie, oltre a sostanza stupefacente.

Un drone è stato individuato nei pressi del locale "Ticino"; il secondo è stato intercettato e abbattuto dagli agenti, che hanno anche bloccato e arrestato i due presunti piloti. Sarebbero stati individuati e arrestati dagli agenti due persone che controllavano i droni e che si trovavano sul tetto di uno degli edifici di fronte al carcere. "Un'operazione che conferma l'elevata professionalità del personale, nonostante la cronica carenza di organico e mezzi", ha detto il vice segretario regionale Serra Raffaele. "Il fenomeno dei droni è ormai strutturato e richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza degli istituti e degli operatori".

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che ha sollecitato un piano straordinario per la sicurezza degli istituti penitenziari italiani": "Non è più rinviabile l'acquisto e l'installazione di jammer in tutte le carceri del Paese, strumenti in grado di impedire l'uso dei telefoni cellulari all'interno dei reparti detentivi e di contrastare il sorvolo dei droni sulle strutture penitenziarie".