C’è chi arriva con i figli piccoli al seguito. Chi invece giunge con il viso già segnato da copiose lacrime. All’esterno dell’ospedale Monaldi di Napoli è un via vai di persone che vogliono testimoniare la propria vicinanza a mamma Patrizia e papà Antonio per quanto accaduto al loro piccolo Domenico. A terra ci sono fiori, tanti fiori, biglietti, peluche. Tanti anche i palloncini, tra i quali spicca uno blu con la scritta “Domenico, perdonaci”.

È una sorta di altarino nato spontaneamente dopo che è stata dichiarata la morte del piccolo Domenico, una vita spezzata a due anni e quattro mesi da una catena di errori relativi al trapianto di un cuore risultato poi gravemente danneggiato e sulla quale la Procura della Repubblica di Napoli sta cercando di fare chiarezza.

L’INCHIESTA SUL TRAPIANTO FALLITO

Morte di Domenico, l’accusa è omicidio colposo: “Danni al cuore già in fase di espianto”

Mentre all’esterno si prega e si piange, nella struttura del Monaldi i carabinieri del Nas di Napoli (guidati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino) sono ancora al lavoro per acquisire la documentazione utile alle indagini che al momento conta sei indagati (medici e paramedici del Monaldi che hanno fatto parte dei team espianto e trapianto) per omicidio colposo.