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Prova incolore della squadra di Sarri in Sardegna
Luigi Salomone 22 febbraio 2026
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Il calvario continua. Un pareggio, il terzo consecutivo in trasferta dove la Lazio ha il peggior attacco del campionato (solo 8 reti segnate) per muovere una classifica sempre più anonima. A Cagliari finisce 0-0, poca roba la creatura di Sarri che non riesce nemmeno a sfruttare la superiorità numerica nei dieci minuti finali. Una prestazione incolore, qualche rischio in difesa e pochissime occasioni costruite. Se queste partite devono servire per preparare la Coppa Italia, c’è poco da stare sereni perché la squadra non ha staccato la spina ma sembra avere dei limiti strutturali ormai conclamati che non le permettono di fare di più. Dopo la dolorosa sconfitta interna contro il Lecce, Pisacane punta su Palestra, Esposito dietro a Kilicsoy. Sarri sorprende tutti nella scelte iniziali: oltre al rientro di Zaccagni dall’inizio con Maldini confermato al centro dell’attacco, si rivedono a centrocampo Belahyane e Rovella al posto di Dele-Bashiru e Cataldi. In difesa fiducia a Provstgaard accanto a Romagnoli con Gila indisponibile (assenti anche Lazzari, Gigot, Basic e Pedro). Primo tempo inguardabile, la Lazio prova anche a fare gioco ma con modesti risultati: qualche accelerazione di Isaksen, un tiro (se così si può dire) di Taylor e un paio di tentativi di Marusic sull’esterno. Tutto qui, il resto è uno stucchevole tentativo di tenere il pallone tanto che gli avversari colpiscono un palo esterno con Ze Pedro poi Adopo sempre di testa fallisce l’appuntamento su una delle poche distrazioni difensive dei biancocelesti. Pellegrini soffre con Palestra, Zaccagni patisce la lunga assenza, Belayhane non è una mezzala. Nulla di fatto, al riposo Sarri non può essere contento della prestazione dei suoi, Pisacane si gode la prova del Cagliari anche se deve sprecare uno slot per il cambio forzato di Mazzitelli, dentro Idrissi.






