Il centenario della nascita di Vittorio Bachelet "non è solo una commemorazione, ma un invito a rileggere la sua lezione alla luce del presente".
Lo ha detto il preside della facoltà di Scienze politiche, sociologia e comunicazione dell'università La Sapienza di Roma, Pierpaolo D'Urso, in occasione della ricorrenza.
"Vittorio Bachelet, professore della nostra facoltà e barbaramente ucciso dalle Brigate rosse all'interno della facoltà stessa il 12 febbraio 1980, resta una ferita viva e una responsabilità permanente per la nostra comunità", sostiene D'Urso.
"In un tempo attraversato da nuove tensioni, da polarizzazioni, da sfide democratiche - prosegue - il suo stile sobrio e dialogante appare straordinariamente attuale. Bachelet ci ha insegnato che la forza delle istituzioni si misura nella capacità di ascolto, nel rispetto dell'avversario, nella fermezza senza arroganza".
D'Urso sottolinea come l'eredità morale e istituzionale di Bachelet rappresenti ancora oggi un riferimento per la facoltà, l'università e la vita pubblica: "L'università che egli ha servito fino all'ultimo istante è chiamata a restare fedele a questa eredità. Essere università significa formare cittadine e cittadini consapevoli, coltivare spirito critico, difendere la libertà del sapere. Significa essere spazio di confronto e mai di odio, luogo di parola e mai di violenza".








