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Ognuno se la racconti come crede, poi a decidere saranno i cittadini distribuiti nella piramide sociale

Il Sì è di nuovo in corsa. Dalle ultime esternazioni pare che Giorgia Meloni abbia capito che il modo più sicuro per perdere è non giocare.

La vexata quaestio, referendum politico o tecnico con relativo impatto sul governo sì/no, appartiene più alla pretattica che alla partita vera. Ognuno se la racconti come crede, poi a decidere saranno i cittadini distribuiti nella piramide sociale. Al vertice stanno quelli che hanno interesse e competenze per parlare di sorteggio, doppio Csm e Alta Corte disciplinare, e non arrivano al cinque percento della popolazione. Però questa non è una sfida tra Orazi e Curiazi bensì un referendum popolare. Il fronte del No lo sa bene e infatti l'ha subito messa su un piano che più politico non si può: l'indipendenza dei giudici, che nell'immaginario popolare dovrebbero acchiappare i ladroni della politica e vendicare il popolo bue. Un'altra variante del solito adda venì baffone. Quelli del Sì invece si dividono tra chi ha avuto la sventura di incrociare la magistratura e chi si augura che non gli capiti mai. Insomma, nessun cavillo né da una parte né dall'altra.