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Il consiglio del sondaggista Noto: "Bisogna puntare sui temi concreti"
Il Sì avanti di cinque punti percentuali (52,5 contro 47,5) ma con una affluenza alle urne stimata tra il 34 e il 38 per cento, poco più della la metà di quella che nel 2016 - ultimo referendum costituzionale - portò in massa gli italiani alle urne sulla riforma dello Stato targata Matteo Renzi. Nell'ultimo sondaggio sul referendum sulla riforma della giustizia che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo il distacco a favore della riforma rimane rilevante, ma a condizionarne l'attendibilità è la vera incognita che sta prendendo forma in questi giorni: la partecipazione degli italiani al voto. Sarà questo, in un referendum che non necessita di quorum, l'elemento determinante: come spiega al Giornale il sondaggista Antonio Noto, direttore di Ipr marketing. "Direi che in questo momento non è possibile fare una previsione precisa. I sondaggi possono dirci l'orientamento degli intervistati in questo momento. Manca un mese e mezzo al referendum, non c'è ancora una campagna elettorale reale, i cittadini hanno capito poco di quale sia l'oggetto del referendum. A decidere tutto sarà l'affluenza alle urne".






