MESTRE - Comparirà davanti al giudice il 4 marzo, ha scelto di ricorrere al rito abbreviato, di evitare il dibattimento in aula e, così, di poter accedere a una riduzione di un terzo dell’eventuale pena. Massimiliano Mulas è accusato di violenza sessuale su minore: il 10 aprile aveva seguito una ragazzina di appena 11 anni lungo le vie di Mestre, l’aveva aggredita sulla porta di casa e poi, approfittando proprio dell’ingresso dell’abitazione, aveva abusato di lei. Per il codice penale, rischia fino a 18 anni di carcere.
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La terribile vicenda risale allo scorso anno, le indagini erano state condotte dai carabinieri del nucleo investigativo, che hanno ricostruito i movimenti di Mulas anche nei giorni precedenti l’aggressione alla ragazzina. I militari avevano controllato ore di filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza in varie zone della città, fino a individuare il 45enne che si muoveva alle spalle della sua vittima: l’appostamento all’esterno della palestra frequentata dalla undicenne, il tragitto prima in bus e poi in tram fino alla sua abitazione di Mestre nella quale si è consumata la violenza; l’uomo era stato poi riconosciuto dalla ragazzina, ma la sua presenza nell’androne della casa era stata confermata anche grazie al suo marsupio, perso a terra e lì dimenticato, che conteneva il portafogli e i documenti di identità. Quando è stato fermato, Mulas stava con molte probabilità tornando sul posto per recuperare la prova.






