"Con Valerio nel cuore e con chi non ha mai smesso di ribellarsi" è il grido che risuona per via Monte Bianco nel quartiere di Montesacro. Sono migliaia le persone che dal primo pomeriggio di oggi, 21 febbraio, si sono radunate davanti al civico 114, lì dove il 22 febbraio del 1980 è stato ucciso davanti ai genitori Valerio Verbano, il militante di estrema sinistra di 19 anni assassinato da un commando di tre fascisti. Subito dopo una corona di rose rosse viene posta sotto la foto del giovane del liceo Archimede. Sul muro del palazzo dove abitava spicca la storica scritta a caratteri cubitali: "Valerio vive". Intanto il corteo è pronto a partire per le strade del terzo municipio. Nel quartiere sventolano le bandiere palestinesi, quelle Curde, Potere al Popolo, Anpi, Rifondazione comunista, Antifa. Tutti insieme per non dimenticare.
A sfilare ci sono i collettivi studenteschi e universitari, i residenti del Tufello ma anche le attiviste romane di Non una Di Meno, Propal, i centri sociali, i movimenti di lotta per la casa.In testa tra i fumogeni rosa ecco i genitori di Maja T., la giovane tedesca perseguitata e condannata in Ungheria a 8 anni di carcere."Mia figlia è stata estradata da un'operazione parastatale che mi sembra più un rapimento", esclama al microfono Wolfram Jarosch, il padre di Maja, con indosso la maglietta con la scritta Never again fascism. E poi aggiunge: "Estradata in un paese in cui Orbán ha classificato gli antifascisti come terroristi. Condannata al carcere più duro. Al momento c'è un solo video dell'incidente dove si vede una persona con il cappello rosso, quella persona secondo le autorità ungheresi è Maja. Ma nel video non sta facendo nulla, cammina, va avanti e indietreggia. Allora cari ascoltatori non dobbiamo lasciarsi intimidire da tutto questo".Subito dopo a prendere la parola è l'eurodeputata Ilaria Salis: "Per Maja tutta la nostra solidarietà".






