Altra sconfitta bianconera (quarta nelle ultime 5 partite tra campionato e coppe), ancora una volta frutto di amnesie e gesti autolesionistici, errori gratuiti (nell’esecuzione ma carissimi negli effetti). Il Como vince meritatamente offrendo bel gioco e spunti di grande calcio, la Juventus si sfalda e comincia a guardare la classifica con terrore: ancora quinto posto, ma i lariani ora sono solo ad un punto di distacco e potenzialmente, a un punto di distacco, ci si può portare anche l’Atalanta (anche se non sarà facile, contro il Napoli). La Roma invece sfida la Cremonese e potrebbe scattare a più quattro sulla squadra di Spalletti, mettendo al sicuro il quarto posto in vista dello scontro diretto di domenica 1° marzo. I fischi dello Stadium (per tutti tranne che per Yildiz) sono un segnale non da poco. Così come la scelta disperata, by Spalletti, di schierare Gatti centravanti negli ultimi minuti.

Un’altra papera di Di Gregorio (voto 4), Openda oggetto misterioso

Primo tempo, Spalletti incredulo

Nella Juve schierata con difesa a 3 si rivede Gatti titolare, e c’è la sorpresa Openda. Spalletti gli dà fiducia nonostante le bastonate della vigilia (“Forse abbiamo sbagliato delle cose”). Nel Como manca Nico Paz, ma c’è comunque Fabregas: principi di gioco ben chiari, dinamiche rodate ed efficaci a prescindere dalla presenza del talento argentino-spagnolo. I lombardi, infatti, fanno pressing alto, levano il tempo ai portatori. Mentre in sottofondo ci sono i cori contro Bastoni, Spalletti stimola i suoi a non correre rischi inutili. Ma gli appelli cascano nel vuoto: già al 10’ Cambiaso suscita ansie con un colpo di testa arretrato (Koopmeiners la sbroglia) e all’11’ si verifica il disastro, summa delle ultime distrazioni bianconere: McKennie sbaglia malamente e anziché Locatelli innesca Douvikas, che serve Vojvoda il quale supera Gatti e conclude in porta. Di Gregorio commette un altro clamoroso errore: col braccio sinistro non riesce ad opporsi alla conclusione (e anche la leggera deviazione del tiro non basta a rappresentare una attenuante). Ancora una volta la Juve prende gol al primo tiro in porta. E rischia di subirne un altro in svariate occasioni, per lo più autoindotte. Al 38’ Koopmeiners pasticcia dietro, obbliga Di Gregorio ad un colpo di testa su un retropassaggio quantomeno bizzarro: Da Cunha riceve palla, conclude e colpisce la traversa. Di lì a poco è Valla ad avere una ghiotta occasione, più o meno all’altezza del dischetto del rigore, ma incespica e non riesce a concludere. La Juve, da parte sua, non che subisca completamente inerte (c’è una conclusione di Yildiz al 5’, c’è un tentato pallonetto di Openda al 22’) ma non incide e dà l’impressione di non esser nelle condizioni di farlo. I cori di incitamento dei tifosi diventano fischi sonori.