Per i giudici non c'erano motivi provati a sufficienza
Aldo Spinelli in una foto d'archivio
Genova – I giudici del tribunale del Riesame hanno annullato il sequestro preventivo di 130mila euro in contanti e gioielli fatto a un’amica di Aldo Spinelli, indagato ad Aosta per un giro di fiches in cambio di mazzette; la donna è indagata per riciclaggio.
I finanzieri si erano presentati a casa e, avendo trovato i soldi e anche un Rolex e un bracciale Cartier, avevano proceduto al sequestro preventivo perché non compatibili con il reddito dichiarato. La giudice Carpanini aveva convalidato il provvedimento sostenendo la sussistenza degli indizi, senza però avere visto gli atti dei magistrati valdostani.
Il legale della donna si era opposto e aveva impugnato il provvedimento davanti al Riesame: i giudici hanno disposto l'annullamento del sequestro, con la restituzione di soldi e preziosi. Secondo i magistrati, il sequestro per sproporzione può essere fatto in presenza di “un quadro indiziario solido, tale da fondare una prognosi di condanna” fondato su atti di indagine, che la difesa ha sempre contestato e “che però il gip non ha potuto vedere”.






