LIVINALLONGO (BELLUNO) - Sono in quattro, tutti infermieri professionali esperti nel soccorso avanzato, bravissimi sugli sci: attori di un progetto pilota. Hanno risposto al bando dell'Ulss 1 Dolomiti che cercava sulla spinta dell'associazione Dolomity Emergency di dare vita ad una attività sperimentale: portare sulle piste del comprensorio Arabba-Fodom un servizio sanitario integrativo, in aggiunta, quindi, al già esistente potenziamento invernale.
L'infermiere-sciatore - con il suo zaino carico di medicinali, geolocalizzatore, radio per comunicare con il Suem 118, presidi respiratori e di stabilizzazione - garantisce assistenza non solo a chi si rompe una gamba, ma a chi si ritrova sulla neve, per esempio, con un improvviso dolore toracico, con i minuti che possono fare la differenza tra vita e morte.
Obiettivo primario, quindi, è garantire assistenza a pazienti politraumatizzati o affetti da patologie internistiche tempo dipendenti. Un risultato che ha alla base il metterci qualcosa di proprio, in nome del benessere e la salute non solo dei turisti ma degli abitanti della montagna: ai quattro infermieri-sciatori offre il vitto la Croce Bianca, l'alloggio Funivie Arabba.
Ma è Dolomiti Emergency, presieduta da Jacopo Gabrieli e ieri rappresentata anche da Alessandra De Col e Chiara Da Damos la locomotiva del progetto: «Abbiamo messo 28mila euro per una iniziativa, partita già un anno fa, che mira a dare sicurezza sanitaria ulteriore a tutto il territorio», sono parole di Gabrieli. L'Ulss 1 Dolomiti fa la sua parte fornendo tutto il materiale strettamente medico.







