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Ultimo aggiornamento: 15:48

Starlink benda gli occhi ai droni russi e l’Ucraina compie un’avanzata mai vista negli ultimi due anni e mezzo. Due settimane dopo l’annuncio di Mykhailo Fedorov, vicepremier dell’Ucraina e ministro della Trasformazione digitale che il 5 febbraio aveva ufficializzato l’attivazione di una whitelist da parte di SpaceX, una lista di terminali autorizzati a operare nel Paese in guerra, le forze militari di Volodymyr Zelensky hanno fatto fruttare il proprio vantaggio tecnologico sul campo. Da quel giorno, i terminali a loro in uso hanno continuato a permettere collegamenti costanti tra le truppe, mentre tutti gli altri, alcuni dei quali sfruttati dalla Russia, sono stati resi inutilizzabili, impedendo alle truppe di Mosca lo sfruttamento della tecnologia.

Non un vantaggio da poco in un contesto di guerra come quello ucraino, dove le infrastrutture hanno subito ingenti danni dopo quattro anni di bombardamenti. La tecnologia Starlink, caratterizzata dall’uso di circa 7mila satelliti consente, anche in mancanza di infrastrutture e segnale, di offrire una connessione internet che permette a tutta la catena di comando di rimanere in contatto con le truppe e con i mezzi militari impiegati sul campo, compresi i droni. Una fornitura selettiva, come quella che sembra essere in atto dall’inizio di febbraio, fa sì che le truppe ucraine possano continuare a godere di una connessione costante, mentre quelle russe siano andate incontro a interruzioni lungo la linea del fronte. Come se un nemico dovesse combattere a occhi bendati per lunghe fasi dello scontro.