VENEZIA - Un neoassunto su tre è straniero a Venezia, Rovigo e Verona, stima la Cgia snocciolando i dati delle entrate di lavoratori stranieri sul totale delle assunzioni. «Rispetto al 2017, in Veneto gli ingressi nel mercato del lavoro degli immigrati come dipendenti sono aumentati del 135%», analizza l'Ufficio studi degli artigiani di Mestre.
«Cresce a ritmo sostenuto la presenza di lavoratori stranieri nel mercato del lavoro del Veneto - dice la Cgia -. Nel 2025 le assunzioni previste di immigrati hanno superato di poco le 153mila unità, pari al 29 per cento del totale: in pratica, quasi un nuovo assunto su tre non è italiano. Confrontando i dati dell’anno scorso con quelli del 2017, il numero assoluto di ingressi è più che raddoppiato, con un balzo del +134,8 per cento. I settori più interessati dalla presenza di lavoratori stranieri sono l’agricoltura, le costruzioni, la logistica, la ristorazione e il turismo, ambiti fondamentali per il funzionamento della nostra economia regionale. In queste attività la manodopera immigrata rappresenta spesso una parte consistente della forza lavoro, garantendo continuità operativa anche nei periodi di maggiore richiesta. Senza il loro contributo, molte aziende venete avrebbero difficoltà a rispettare tempi e ritmi di produzione. In agricoltura, ad esempio, raccolte e lavorazioni stagionali dipendono in larga misura dalla loro disponibilità. Nel settore edile, contribuiscono alla realizzazione di infrastrutture e abitazioni, sostenendo lo sviluppo urbano. Anche nella logistica e nei trasporti svolgono compiti essenziali, assicurando la distribuzione di merci e prodotti su tutto il territorio. Ristorazione e turismo, pilastri dell’economia veneta, beneficiano del loro impegno quotidiano, soprattutto durante l’alta stagione. Oltre all’aspetto economico, il loro ruolo è significativo anche dal punto di vista sociale. Molti lavoratori stranieri operano come assistenti familiari, badanti e collaboratori domestici. Grazie a loro, tantissime famiglie venete riescono a conciliare lavoro e vita privata. L’assistenza agli anziani e alle persone fragili sarebbe molto più difficile senza questo supporto. Il loro contributo favorisce quindi non solo la produttività dei comparti economici, ma anche il benessere collettivo. In una regione che invecchia sempre più, i lavoratori stranieri rappresentano una risorsa indispensabile per la società veneta».







