Per la micidiale fuga di notizie del 2021 sulla cosiddetta Loggia Ungheria, il Tribunale di Milano ha assolto (come richiesto dalla Procura) l’ex avvocato Piero Amara, mentre ha condannato a 2 anni e 6 mesi il manager Vincenzo Armanna per calunnia. Quest’ultimo, secondo il giudice, avrebbe falsamente accusato l’ex poliziotto Filippo Paradiso di avere fatto circolare i verbali di interrogatorio di Amara (segretati) sulla presunta associazione segreta. Rimane un mistero chi abbia diffuso quelle carte giudiziarie.

Raccolgo volentieri l’invito della Verità di spiegare le buone ragioni della riforma, non offuscate dalla cattive intenzioni che le si attribuiscono. Con alcuni colleghi curo da anni un blog divulgativo sui temi della giustizia e, in particolare, sui guasti del «correntismo». Si chiama toghe.blogspot.com altrimenti noto come «Uguale per tutti».

«In questo mondo non c’è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse», diceva Benjamin Franklin. Aggiungiamo: e la battaglia sui sondaggi in vista di una competizione elettorale. Manco a dirlo, ecco che il dibattito referendario ora si infiamma anche intorno alle previsioni dei sondaggisti, che «sondano», per l’appunto, l’umore degli italiani sulla riforma della Giustizia. Se fossimo in un Paese normale, la sintesi sarebbe: il Sì è in vantaggio ma la partita non è chiusa. Invece no: ora dobbiamo fare i conti anche con una nuova forma di sondaggio, quello a geometria variabile, che cambia la previsione finale a seconda dell’affluenza.