Ibenefici per le famiglie valgono 20 miliardi in tre anni e l'impatto sul deficit è lieve.

Ma alcune delle misure previste dall'ultima manovra non sono strutturali, pur avendone il carattere.

Sono misure che hanno un impatto che nel 2026 ammonta a 7,6 miliardi. Nei due anni successivi valgono rispettivamente 6,8 e 4,1 miliardi. Per confermarle sarà quindi necessario trovare nuove coperture.

A fare un check up all'ultima manovra è l'Ufficio Parlamentare di Bilancio con un'analisi sulla versione definitiva dei testi, tenendo conto delle molte modifiche introdotte durante l'iter parlamentare. Così tra le cose che emergono ci sono le modifiche alle coperture su cui si accentra l'attenzione degli economisti dell'authority: quelle che pesano sulle banche che di fatto servono in alcuni casi solo ad anticipare meccanismi di tassazione; quelle derivanti dalla rimodulazione del Pnrr che valgono tantissimo. Tra rinvii e coperture fatte con vecchi residui l'impatto è di 5,7 miliardi nel 2026, oltre il 20% del totale dei 27,9 miliardi di coperture previste.

La manovra tiene i saldi per il 2026 e, rispetto all'andamento tendenziale indicato nelle stime precedenti, comporta un incremento del deficit "pari a 0,03 punti percentuali di Pil nel 2026 (0,8 miliardi), a 0,2 nel 2027 (5,7 miliardi) e a 0,3 nel 2028 (6,8 miliardi)". Coerente con gli obiettivi di governo anche l'indicatore della spesa netta, che serve per il rispetto dei nuovi parametri europei. L'iter parlamentare di fatto ha migliorato l'impatto sul deficit, questo per l'utilizzo della rimodulazione del Pnrr nelle coperture che ha un impatto di miglioramento di 4,8 miliardi sull'indebitamento netto.