Guerre, cambio penalizzante, dazi (appena annullati dalla Corte suprema Usa), incertezza e un contesto nazionale non brillante non hanno bloccato l’economia genovese che, nonostante tutto, è cresciuta nel secondo semestre 2025. A rilevarlo sono gli indicatori economici presentati oggi da Confindustria Genova e illustrati dal presidente dell’associazione, Fabrizio ferrari e dal capo dell’ufficio studi, Giacomo Franceschini. Indicatori che risultano quasi tutti positivi, compresa l’occupazione, che segna la variazione tendenziale più alta dal 2022, segnando un +1,6% rispetto al secondo semestre 2024. Rallentano, invece, le aziende della logistica e del trasporto e i terminal operator.

Le previsioni, poi, delle aziende genovesi per i primi sei mesi del 2026, risultano «moderatamente positive». Ci sono, ha detto Ferrari, «segni positivi quasi su tutto, leggere flessioni su qualcosa, con una cantieristica navale e una manifattura industriale che vanno molto bene. Ovviamente ci sono settori che trainano di più e altri meno, ma non vediamo sofferenza da nessuna parte. Quindi il “nonostante tutto” che abbiamo dato, come titolo, all’analisi, sta a significare che le aziende stanno rispondendo in modo positivo, nonostante il clima internazionale e geopolitico che si vive ogni giorno».