«Posso dire che lo sto prendendo in considerazione». Ha risposto così il presidente americano Donald Trump, alla domanda di una reporter circa un possibile attacco militare mirato contro l'Iran per mettere ulteriore pressione a Teheran affinché si trovi un accordo sul nucleare. Trump ha risposto a questa sola domanda prima d'iniziare la colazione alla Casa Bianca con i governatori.
L'ipotesi di un «intervento limitato» era stata ventilata ieri sera dal Wall Street Journal, secondo cui Trump starebbe valutando un primo attacco militare limitato contro l'Iran per costringerlo ad accettare le sue richieste su un accordo nucleare.
Il primo passo sarebbe pensato per fare pressione su Teheran affinché raggiunga un'intesa, ma senza arrivare a un'operazione su vasta scala che potrebbe provocare una forte ritorsione. L'attacco iniziale, che se autorizzato potrebbe avvenire entro pochi giorni, colpirebbe alcuni siti militari o governativi, secondo persone informate sui fatti.
Se l'Iran dovesse comunque rifiutare di conformarsi alla direttiva di Trump di porre fine all'arricchimento dell'uranio, gli Stati Uniti risponderebbero con una campagna più ampia contro strutture del regime, potenzialmente mirata a rovesciare il regime di Teheran. Una delle fonti ha affermato che Trump potrebbe intensificare progressivamente gli attacchi, iniziando in modo limitato prima di ordinare operazioni più ampie, finché il regime iraniano non smantelli il proprio programma nucleare o non cada.










