Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Ruffini: "Solida performance in un contesto difficile"
In un mercato del lusso che lo scorso anno ha visto vacillare certezze, il gruppo Moncler ha chiuso l'esercizio con ricavi consolidati per 3,13 miliardi, in crescita del 3% a cambi costanti (+1% a cambi correnti). «In un contesto complesso - ha sottolineato ieri il presidente e ceo Remo Ruffini - il nostro gruppo ha registrato una solida performance» e messo a segno «una forte accelerazione nel quarto trimestre per entrambi i brand». Insomma, non ci sono i balzi a doppia cifra degli anni d'oro, ma in un'epoca di profit warning a catena per i big della moda, la costanza di Moncler è di per sè una notizia. Non solo i numeri superano le stime degli analisti. Sotto la superficie di un bilancio solido, si scorgono inoltre le nuove gerarchie del desiderio dei consumatori. Moncler, il brand capofila, perde infatti un po' del suo dinamismo di fronte al fratello minore Stone Island. Mentre il marchio principale si attesta su una crescita timida pur fatturando 2,7 miliardi, Stone Island segna un'accelerazione del 4% a 411,2 milioni, con un quarto trimestre che ha visto il canale diretto correre del 16 per cento. È un segnale preciso: il consumatore oggi, più giovane e attento al budget, inizia a spostare le proprie preferenze verso un lusso più tecnico e meno formale, premiando il brand più economico e street del portafoglio Ruffini. Insomma, Stone Island non è più solo un esperimento di diversificazione, ma diventa un nuovo motore di crescita del gruppo in un momento di stasi del core business.








