Nell'immaginario collettivo Angela Luce, l'attrice morta oggi a 87 anni, resta la protagonista delle celebre scena in cui Totò le bacia il seno nel film "Signori si nasce" del 1960. Una scena diventata cult che in realtà non era prevista, ma fu improvvisata dal Principe della risata e colse di sorpresa l'attrice, e che oggi sarebbe quantomeno giudicata al limite della molestia.
Chi era Angela Luce Definita la 'voce di Napoli', bellezza mediterranea e grande talento, lo scorso anno Angela Luce fu premiata in Senato, nel 1995 vinse un David di Donatello per 'L'amore Molesto' di Martone, recitò con Eduardo De Filippo che considerava il suo maestro, Peppino e Toto. La sua 'Bammenella' di Viviani è entrata nella storia della canzone. Regina delle sceneggiate con Merola, lavorò anche con i grandi al cinema, da Mastroianni a Manfredi. Si classificò terza a Sanremo 1975 con 'Ipocrisia.Quel bacio improvvisato di Totò La celebre scena in cui Totò bacia il seno di Angela Luce avviene nel film "Signori si nasce" (1960) durante un contesto di condoglianze. L'episodio, un'improvvisazione del Principe della Risata che colse di sorpresa l'attrice, è diventato un momento storico del cinema italiano grazie alla spontaneità e ironia del grande comico. A raccontarlo fu la stessa attrice. «Totò disse: Angela è talmente bella che mi è venuto naturale , spontaneo». Totò mi bacio sul seno e mi rese una diva, insomma avevo un bel balcone, sul quale si appoggiò. Chiesi al regista di rifare la scena e lui le rispose: Ma sei matta? Questa scena resterà nella storia del cinema italiano. E’ stato così da quel momento in poi le porte del cinema per me e il mio “Balcone” si spalancarono».Come andò veramente «Dovetti darmi un pizzicotto per non ridere - raccontò lei anni fa - Totò nel ruolo di Ottone Spinelli degli Ulivi detto Zazà fingeva la vedovanza. Io mi avvicinai e dissi la mia battuta: “Condoglianze signò”. E lui: “Grazie pure a te figlia mia”. A questo punto avrebbe dovuto baciarmi le guance. Fatto sta che, essendo più basso di me, si trovò giusto all’altezza del decolleté e inventò lì per lì: smack smack, seno destro seno sinistro. Per fortuna a quel punto era previsto che uscissi di scena: quelli della troupe ridevano tutti. Ovviamente non dissi nulla, anche se pensai che fosse forse un errore da correggere. Così, un po’ preoccupata, andai da Mattoli e gli chiesi: “Maestro, forse bisognerebbe rigirarla quella scena dei baci...”. E lui quasi inalberato: “Ma se è venuta benissimo, è un capolavoro! Vedrai, entrerà nella storia del cinema”. Io zitta, incassai. Ovviamente aveva ragione lui».









