Era orgogliosa di vedere, seduta al pianoforte di casa sua, via Caracciolo, il Vesuvio, e nelle belle giornate, Capri e Sorrento, perché Angela Luce, Napoli l’ha vissuta, raccontata e cantata con il sorriso e la passione, l’intelligenza e la dignità, e quella capacità tutta partenopea di intrecciare risata e tragedia, fame e poesia, alto e basso, cultura popolare e arte raffinata, Piedigrotta con Viviani, Eduardo e via via fino Giuseppe Patroni Griffi e Mario Martone. Angela Luce è morta oggi nella sua città a 87 anni e con lei si saluta non solo una testimone speciale della cultura napoletana dal dopoguerra e per tutto il secondo Novecento, ma una grande attrice e una cantante-interprete preziosa, con una carriera unica per ricchezza, vastità e collaborazioni prestigiose, un percorso appassionato che ha attraversato teatro, cinema televisione, musica, passando dal festival di Sanremo a Visconti e Pasolini. Una figura importante, una grande e bella donna, dai capelli corvini, gli occhi neri, la personalità esuberante la cui avventura personale e artistica (l’aveva raccontata anche in un libro “Momenti di luce”) è un pezzo della storia della canzone e del teatro italiano.Angela Luce era una figlia del popolo. “Io non ho studiato nè canto né recitazione: niente. Ma nasco come cantante nella famosa Piedigrotta Bideri, dove si esibivano voci illustri come Aurelio Fierro e Nunzio Gallo”, cominciava così quando raccontava la sua storia. Aveva 14 anni, e lei doveva riempire i tempi in scena prima che entrassero i big. Cantava Zì Carmilì, e ai divertenti doppi sensi della canzone lei dava allegra, ironica malizia oltre alla bella voce, chiara, naturalmente intonata. Fu lì che dalla platea cominciarono a chiederle i bis e l’amore del pubblico fu il vero trampolino artistico. “Ma in realtà nasco come come cantante casualmente”, ci teneva dire, perché si considerava sopratutto attrice . Era orgogliosa del suo primo incontro con Eduardo: lei nemmeno ventenne, praticamente esordiente accompagnata dal papà al provino. L’austero Maestro chiede “Cosa recita?” e lei: “due poesie” . Eduardo la zittisce e sentenzia: “Questa non ha bisogno di provino!” . Con lui lavorò per quattro anni interpretando ruoli centrali del repertorio eduardiano, a cominciare da Natale in Casa Cupiello fino alla registrazione televisiva di Il contratto (1981) per la Rai. Oltre che con Eduardo, ha recitato quattro anni con Peppino De Filippo, quattro anni con Nino Taranto, e poi protagonista per tanti altri registi e attori da Giuseppe Patroni a Paolo Stoppa e Vittorio Gassman. Le cronache riportano che proprio pochi giorni fa, ha voluto esprimere il rammarico per l'incendio del Teatro Sannazaro: “Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte", aveva scritto sui social.
Chi era Angela Luce, l’anima popolare che portò Napoli da Eduardo a Pasolini
Morta a 87 anni nella sua città, fu interprete unica capace di unire teatro, cinema e canzone: dalla Piedigrotta al David di Donatello, una carriera che raccon…








