Altro che "salmonari".
Al di là del sarcasmo figlio delle sorprese, nello sport i norvegesi non solo segnano (preferibilmente alle italiane) con il Bodo/Glim e la nazionale, ma vincono ori ai Giochi invernali e poi corrono, saltano, nuotano, quasi sempre vincendo. Cosa hanno allora in comune Erling Haaland, Joahannes Klaebo e Jakob Ingebritsen, a parte la bandiera di Oslo e i successi da Nobel dello sport?
C'è un doppio segreto dietro l'esplosione dello sport della Norvegia negli ultimi 20 anni: i forti investimenti sportivi sui bambini di uno dei paesi più ricchi al mondo e quello che gli esperti di allenamento definiscono oramai all'unisono 'Metodo Norvegese'.
Dalla messe di medaglie olimpiche a Milano Cortina fino alle imprese calcistiche del Bodo/Glimt - di cui dopo Manchester City e Atletico Madrid fa le spese (al netto del ritorno) di nuovo un'italiana, l'Inter - sono oramai pochi gli angoli dello sport mondiale dove gli atleti norvegesi non posino impronta. Ne sa qualcosa l'Italia di Gattuso, strapazzata dalla nazionale di Haaland all'andata e al ritorno. Per la statistica, la Norvegia è l'unica nazionale al mondo a non aver mai perso contro il Brasile: quattro incontri con due vittorie (una a Francia '98 contro la Selecao di Ronaldo) e due pareggi.












