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Dunque, siamo arrivati a questo punto qui: lo Stato riconosce che un carabiniere sta adempiendo al proprio compito, ovvero inseguire chi non si ferma all'alt, ma lo processa perché lo ha fatto con eccessivo zelo
Il caso Ramy continua a sorprenderci con pirotecnici colpi di scena. Negli ultimi giorni la Procura di Milano ha confermato l'accusa di omicidio stradale per il carabiniere alla guida dell'automobile che ha inseguito lo scooter su cui viaggiava il ragazzo, parlando di "eccesso colposo nell'adempimento del dovere". Dunque si ammette che il carabiniere stava facendo il proprio dovere, ma lo avrebbe fatto troppo. Ha compiuto il suo dovere in eccesso. Insomma, il carabiniere sarebbe stato troppo zelante, o solerte, o diligente, o scrupoloso. E io penso: "Di avercene di servitori dello Stato siffatti, in ogni ambito!".
Vedete, non mi capacito. Io proprio non riesco a comprendere. Qualcuno mi aiuti. Da quando inseguire chi non si ferma all'alt è diventato un eccesso? Non stiamo forse trasformando chi indossa una divisa nel colpevole di default? La formula adoperata dalla Procura è talmente raffinata da sembrare un capolavoro di equilibrismo giuridico. Ripeto, "eccesso colposo nell'adempimento del dovere". Traduzione: stavi facendo il tuo dovere, ok, è vero, ma lo stavi facendo troppo, dovevi darti una calmata, molto meglio gli assenteisti pubblici, coloro che fanno finta di timbrare il cartellino per poi correre al bar, molto meglio chi si gratta le palle invece di inseguire un fuggitivo.






