«La sera di Capodanno, ho sentito Jessica Moretti dare indicazioni, al Constellation, ha detto che le due porte di sicurezza dovevano rimanere chiuse per consentire l'accesso e l'uscita solo dalla porta principale».

Jankovic Predrag, 28 anni, è uno dei due buttafuori che era in servizio il 31 dicembre nel bar di Crans-Montana dove è esploso l’incendio che ha ucciso 41 persone, mentre altre 115 sono rimaste ferite. L’altro addetto alla sicurezza, Stefan Ivanovic, è morto.

Oggi, intanto, a Berna, è previsto il vertice tra i pm di Sion, il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio. Ma non ci sarà il sopralluogo dei nostri inquirenti al Constellation.

Ieri, su delega della procura di Sion, Predrag è stato sentito dalla polizia come testimone dell’inchiesta alla presenza anche dei legali di parte civile e ha smentito la versione di Jacques, che ha preso parte all’interrogatorio, e Jessica Moretti, indagati, insieme a Christophe Balet, responsabile della sicurezza del Comune, e al suo predecessore Jacques Jacquemoud, per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi. Anche le circostanze del suo “ingaggio” sono da chiarire, perché ha spiegato di essere sempre stato pagato in contanti. E del resto agli atti risulta il contratto di una sola persona.