La prima riunione del Board of Peace è cominciata con le note di “Gloria” di Umberto Tozzi, ma nella versione in inglese di Laura Branigan, ed è terminata con “YMCA” dei Village People. Per l’Italia, ma solo nella veste di osservatore, c’era il ministro degli Esteri, Antonio Tajani («il nostro Paese è protagonista per la costruzione della pace»). In totale, fanno parte di questo organismo voluto da Donald Trump, che ne sarà presidente a vita, 26 Paesi. Gli unici due dell’Unione europea sono l’Ungheria e la Bulgaria. A Washington, allo United States Institute of Peace (ribattezzato Donald J. Trump United States Institute of Peace), c’era però anche la commissaria europea per il Mediterraneo, la croata Dubravka Šuica («focalizzata esclusivamente su Gaza e la ricostruzione» ha precisato il portavoce, ma Parigi l’ha criticata, «dovrà dare spiegazioni al suo ritorno»). Nel suo lungo discorso, con al fianco il vicepresidente Vance, il segretario di Stato Rubio, gli inviati Witkoff e Kushner (che è anche genero del presidente), Trump ha parlato dell’organismo che dovrà occuparsi della ricostruzione della Striscia di Gaza distrutta dall’operazione militare israeliana dopo l’attentato terroristico di Hamas del 7 ottobre: «Gli Stati Uniti contribuiranno con 10 miliardi di dollari. E Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait hanno contribuito con oltre 7 miliardi di dollari». Il Board of Peace per Gaza è il consiglio «più importante di sempre in termini di potere e prestigio», sarà un «controllore delle Nazioni Unite». Nella Striscia, dove i combattimenti in realtà continuano per fortuna con una violenza non paragonabile a prima, andrà garantita la sicurezza. Il generale americano Jasper Jeffers, comandante della forza di stabilizzazione internazionale (Isf): «I soldati impegnati arriveranno da Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania. All’Indonesia spetterà il ruolo di vicecomandante. La forza sarà composta da 20mila soldati con 12mila poliziotti». È stato trasmesso un video che, grazie all’intelligenza artificiale, simulava come diventerà la Striscia, con palazzi e grattacieli, e imputava le macerie attuali ad Hamas, senza citare l’operazione militare di Israele. Ancora Trump sul Board of Peace: «Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso. Quasi tutti i Paesi hanno accettato l'invito, e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me. Abbiamo un ottimo rapporto con l'Europa e con la Nato. Penso che Hamas consegnerà le armi. Se non lo farà, riceverà una punizione durissima».