Secondo torneo e seconda sconfitta dell’anno per Jannik Sinner, che nei quarti di Doha cede in tre set (7-6 2-6 6-3) al numero 16 del mondo, il ventenne Jakub Mensik, ennesimo prodotto di qualità della grande scuola ceca. Dopo la maratona ceduta al 39 enne Djokovic in semifinale a Melbourne, arriva la sconfitta contro uno dei giovani rampanti del circuito, che affrontava per la prima volta in carriera. Non l’inizio di stagione che Jannik sperava, e addio ad una nuova finale fra i primi due del mondo. E un piccolo campanello d’allarme per il numero 2 del mondo, che ci ha abituato ad altri risultati.
Mensik ha giocato un primo set da fenomeno, servendo da fenomeno - uno dei suoi punti forti - e reggendo alla grande lo scambio da fondo, anzi spesso vincendo il braccio di ferro, anche e soprattutto sul lato sinistro. A sorpresa, visto che Jannik veniva da 18 tiebreak vinti di fila contro avversari che non fossero Alcaraz, se lo è annesso 7-6 lasciando a tre la Volpe. Jannik ansimava, visibilmente provato, al punto da avventurarsi in due-tre smorzate fallimentari per uscire dallo scambio, e a inizio secondo set ha rischiato di crollare, concedendo una palla break nel lunghissimo primo game. Invece poco dopo è stato il ceco a pagare il conto degli scambi frenetici del primo set, e dal 2 ha ceduto quasi di schianto, perdendo quattro game di fila e autosabotandosi con due doppi falli consecutivi che gli sono costati il 6-2. Pareva passata la buriana, invece Jannik ha perso malamente il servizio nel primo game del terzo set, e non è più riuscito a recuperare contro un Mensik che ormai aveva superato il momento di difficoltà, cedendo alla fine di nuovo il servizio.










