A predicar bene si fa in fretta, ma lo è altrettanto razzolar male. Alla faccia del bel calcio, della filosofia, delle idee innovative. Quando conta il risultato (cioè sempre), ogni trucchetto è buono. Il fine giustifica i mezzi. Ci è cascato pure Cesc Fabregas, l’uomo “nuovo” del calcio italiano, così intelligente che, ancor prima di insegnare, ha imparato in fretta a forzare la mano sul terreno di gioco. E così, se gli capita un giocatore avversario sulla linea laterale, di fianco alla sua area tecnica, ecco che gli si può tirare un po’ la maglia, per evitare che riprenda l’azione al seguito dei suoi giocatori. Questo è accaduto al minuto 81 di Milan-Como con Alexis Saelemaekers, scatenando la furia di Massimiliano Allegri. Il gesto antisportivo di Fabregas non è stato punito sul momento dall’arbitro Mariani, mentre l’allenatore rossonero ha dovuto lasciare il campo, espulso insieme al team manager del Como, Giuseppe Calandra.

A fine partita, va detto, Fabregas si è scusato: “Prima di tutto devo chiedere scusa, perché oggi ho fatto una cosa di cui non sono orgoglioso, una cosa antisportiva… Spero di non farla mai più. È vero che è una giocata in cui abbiamo rubato la palla, ma non dovevo comportarmi in quel modo. Ho usato le mani un po' perché mi sono lasciato trascinare dall'emozione. Le mani a casa… soprattutto noi allenatori non dobbiamo fare queste cose”. Che siano scuse di coccodrillo o meno, non c’è modo di giudicare.