La procura dell’antiterrorismo di Roma è al lavoro sulle analisi dei primi materiali investigativi relativi ai sabotaggi registrati il 14 febbraio sulle linee ad Alta Velocità Roma–Napoli e Roma–Firenze, mentre nelle prossime settimane è attesa una nuova informativa della Digos che ha indirizzato le indagini anche su altri sabotaggi avvenuti in passato che erano stati ritenuti riconducibili ad ambienti anarchici.
Gli ultimi episodi che si sono verificati in rapida successione, hanno provocato gravi danni ai cavi della rete ferroviaria, rallentamenti e ritardi fino a due ore, con pesanti disagi per passeggeri e pendolari. Secondo quanto ricostruito, il primo intervento dei tecnici di RFI ha riguardato il tratto fra Salone e Labico sulla Roma–Napoli, dove sono stati riscontrati danni ai cunicoli contenenti i cavi e segni di bruciatura, elementi compatibili con un’azione dolosa. Un secondo episodio è stato individuato sulla Roma–Firenze, tra Tiburtina e Settebagni, con ulteriori danni e conseguenti rallentamenti. Un terzo caso, segnalato tra Capena e Gallese, è ancora oggetto di accertamenti.
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Già nelle ore successive ai fatti, gli investigatori hanno consegnato ai magistrati un primo incartamento, contenente i rilievi effettuati sul campo e le prime analisi tecniche. La Digos sta ora lavorando al completamento di un nuovo dossier, considerato particolarmente rilevante per chiarire l’origine degli episodi e verificare gli eventuali collegamenti con i precedenti atti ostili alla rete ferroviaria.








