Come ammette lei stessa le fiabe non le sa raccontare molto bene (se non in dialetto lucano come gliele diceva la nonna) ma a Sanremo Arisa canterà proprio un brano con la sua Magica favola presentando al suo pubblico "la mia bambina, la parte più infantile di me, il legame con la mia terra che è salvifico sempre e anche dei brani in cui non mi riconoscerete.

E direte chi è? Ma sono io, proprio io.

Mi sento molto molto felice in questo momento". In attesa di 'Foto Mosse', il nuovo album in uscita a primavera (a 5 anni dal suo precedente lavoro) e dei due speciali appuntamenti dal vivo il 22 maggio a Roma al teatro Brancaccio e il 29 maggio a Milano al teatro Lirico. All'Ariston l'artista lucana torna davvero molto volentieri: "Sono anni che volevo farlo da concorrente, - confessa annunciando che si propone anche come 'capitana' del Fantasanremo - anzi fosse per me ci andrei tutti gli anni. Partecipare al festival per un artista pop è davvero un privilegio, quando non lo fai ti senti un po' escluso".

Ma come è arrivata questa felicità? "Secondo me - dice lucidamente - è la consapevolezza di non poter avere tutto, quindi diciamo di placare la ricerca continua di mondi e di situazioni che non sono alla tua portata. Ho fatto anni di analisi, ho voluto capire chi ero io veramente e per capirlo mi sono concessa un periodo di solitudine. Comunque credo di essere ancora in cammino. Vorrei tirare fuori veramente tutto quello che sono e lasciare un segno di me autentico". Questa nuova maturità dipende dalla solitudine: "Forse mi serve una persona giusta e non una persona in generale. Le donne possono bastare a se stesse. possono fare grandi cose, auto curarsi e auto amarsi in maniera eccellente".