Contratto nazionale scaduto da oltre un anno, retribuzioni ferme e fermo anche il percorso di riforma delle Fondazioni lirico sinfoniche. Per queste ragioni il Coordinamento nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche è pronto a «mettere in campo ogni forma di mobilitazione necessaria»: si comincia, nelle prossime settimane, con una serie di presidi davanti alle sedi delle Prefetture nelle città in cui sono presenti teatri lirici, e con una manifestazione nazionale (in data ancora da definirsi) sotto la sede del ministero della Cultura - accusato di sottrarsi al confronto con i sindacati - fino alla possibile proclamazione dello sciopero.
Il rinnovo del Ccnl
Il Coordinamento ha espresso «estrema preoccupazione della grave situazione di stallo del rinnovo del Ccnl per il triennio 2022-2024 e della assenza di riscontro da parte del ministero della Cultura che si sottrae al confronto, più volte sollecitato». I sindacati si riservano di intensificare progressivamente le iniziative di mobilitazione «fino al raggiungimento degli obiettivi» e, nel frattempo, lanciano un appello al ministero della Cultura e ad Anfols (l’Associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche) «affinché venga immediatamente aperto un tavolo di confronto serio e concreto. Diversamente, la responsabilità del conflitto ricadrà interamente su chi ha scelto l’indifferenza al dialogo», si legge nella nota diffusa dal coordinamento. «Diversamente - prosegue la nota - la responsabilità del conflitto ricadrà interamente su chi ha scelto l’indifferenza al dialogo».







