L’Olimpiade è andata tutta al contrario. Al contrario di come l’aveva sognata. Si è ribaltata come il suo arrivo nella staffetta d’oro che ha fatto conoscere a tutta Italia questo atleta un po’ eccentrico e molto talentuoso.

Era partita alla grande, con quel trionfo, la medaglia, la squadra, uomini e donne, l’arrivo di spalle, la popolarità: tutto perfetto. Poi la discesa.

Anche nella semifinale dei 500 è caduto, toccato da un avversario. E anche questa volta c'è una decisione della giuria contraria. Quando a due giri dalla fine il canadese Laoun tenta di sorpassarlo all'interno, lo spinge e lo trascina a terra. I giudici non prendono provvedimenti, Sighel scappa negli spogliatoi. Si leva i pattini, evita tutti, infila le scarpe e se ne va.

Non partecipa alla finale B e non si ferma a parlare con nessuno, con i giornalisti. La sua Olimpiade partita col botto si è rivoltata: squalifica nei 1.000 metri, fuori nei 1.500 dopo il contatto con l’ucraino Handei e nessun provvedimento. Si è rivoltato tutto, i Giochi gli hanno girato le spalle.

La Federazione durissima