WASHINGTON. Il Board of Peace continua a dividere i 27. E apre un fronte anche tra la Casa Bianca e il Vaticano che non sarà alla prima riunione a Washington. «E' una organizzazione legittima» ed è «profondamente spiacevole» la mancata presenza della Santa Sede, «perché la pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa», ha sottolineato la portavoce americana Karoline Leavitt. E mentre anche Berlino ha annunciato che parteciperà come osservatore, ma solo con la presenza di un alto funzionario del Ministero degli Esteri, l'appuntamento a Washington fa ancora discutere in Europa. Parigi, nel corso della riunione dei rappresentanti permanenti presso l'Ue (Coreper), ha espresso "critiche molto esplicite" alla Commissione per la sua decisione di partecipare, inviando come osservatrice la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica. In particolare, la Francia si è lamentata per la procedura, dato che l'esecutivo blustellato non ha chiesto il mandato formale del Consiglio (e i trattati non le assegnano alcuna competenza al riguardo). Ma tant'è. Palazzo Barlyamont, al mini processo intentato dalla Francia, sostenuta da "una manciata" di Stati membri, ha però ribattuto che questa «è l'unica strada credibile per influenzare il processo di pace in Medio Oriente».
La Casa Bianca: spiacevole che il Vaticano non partecipi al Board of Peace
Il commento della portavoce Leavitt: «La pace non dovrebbe essere una questione di parte, politica o controversa»










