Roma, 18 feb. (askanews) – Il nuovo round negoziale tra Russia e Ucraina, con la mediazione dell’amministrazione Trump si è concluso bruscamente oggi a Ginevra dopo due giorni di colloqui definiti “difficili ma professionali”. Così li ha definiti Vladimir Medinsky, tornato a capo della delegazione russa in seguito a una sessione guidata dal numero uno dell’intelligence militare russa Igor Kostjukov. Alcune fonti hanno citato progressi, senza fornire dettagli concreti, e nessuno ha parlato di scontro al tavolo, malgrado la sessione odierna sia terminata in circa due ore e la delegazione russa dopo brevi dichiarazioni abbia lasciato l’hotel Intercontinental per l’aeroporto.
L’inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha scritto su X che sono stati compiuti “progressi significativi” e che le parti hanno concordato di aggiornare i rispettivi leader e continuare a lavorare verso un accordo. Anche da parte ucraina si è parlato di “progressi”, sottolineando che al momento non possono essere resi pubblici dettagli.
Le prospettive di un’intesa restano a dir poco incerte. Il Cremlino è fermo alle sue richieste massimaliste, compresa la cessione da parte di Kiev dell’ultima parte del Donbass ancora controllato dagli ucraini. Lo stesso ritorno di Medinsky, propagandista di posizioni ultraconservatrici, ha alimentato dubbi sulla possibilità di un compromesso.











