La richiesta era formalmente regolare. E il sindaco, almeno a detta sua, non poteva fare altro che approvarla. È bastato questo — un timbro su un modulo — per trascinare Orta Nova in una polemica che ha diviso la città per giorni. Ieri sera nella sala consiliare del Comune foggiano, guidato da una coalizione di centrosinistra, si è tenuta la presentazione di Mussolini e il fascismo: il volume è firmato da Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote del duce. Organizzata dalla sezione locale di Fratelli d’Italia, l’iniziativa ha portato davanti al Municipio un presidio di protesta e ha scatenato reazioni durissime da Anpi, Cgil e Sinistra italiana.

Il sindaco Domenico Di Vito ha retto l’urto senza cedere. «Da sindaco non posso fare altro che far rispettare le norme», ha detto. E ha spiegato di essere in contatto con la prefettura già dalla vigilia e di aver disposto la presenza delle forze dell’ordine. Cautela non infondata: nella notte precedente ignoti avevano già affisso uno striscione di contestazione sulla facciata di Palazzo di città. Le proteste sono arrivate da più fronti. L’Associazione nazionale partigiani di Capitanata ha definito il libro «non soltanto un’opera di revisionismo storico, ma un ennesimo tentativo di riabilitare un regime dittatoriale fatto di violenza, di soppressione delle libertà democratiche, di razzismo e di guerre», citando anche la recente sentenza del tribunale di Bari che ha condannato militanti fascisti per l’aggressione a un corteo.