Roma, 18 feb. (askanews) – Un confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore apistico per fare il punto sul Piano di gestione della vespa velutina nel triennio 2023-2025: criticità emerse, punti di forza e nuove proposte per proseguire nella gestione della specie aliena in Toscana.
Si è tenuto oggi a Firenze il convegno dedicato ai risultati del Piano di gestione 2023-2025 del calabrone asiatico, noto anche come vespa velutina. L’evento, aperto dall’assessore all’agricoltura Leonardo Marras, ha visto la partecipazione degli esperti dell’Ispra, delle istituzioni scientifiche e delle associazioni apistiche regionali, per fare il punto sull’emergenza che minaccia un settore d’eccellenza del territorio toscano. La specie esotica invasiva arreca infatti ingenti danni al comparto apistico rappresentando una minaccia per tutti gli insetti pronubi e quindi per la biodiversità dei nostri ecosistemi; la Toscana è la seconda regione in Italia per numero di apicoltori commerciali (oltre 2.000), la terza per numero totale di apicoltori e la quarta per numero di apiari.
“La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione – commenta Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana – perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni, dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica. La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.






