E’ nata praticamente a metà gravidanza, a cinque mesi e mezzo. Pesava solo 700 grammi. Per sopravvivere ha avuto bisogno di “un ventilatore meccanico per respirare, ossigeno per settimane, farmaci per correggere una problematica, cardiaca tipica dei grandi prematuri, cateteri venosi centrali per nutrirsi e sostenere la crescita, trasfusioni di sangue perché il suo midollo non era ancora in grado di produrre globuli rossi a sufficienza. Quattro mesi – quelli che avrebbe dovuto trascorrere nella pancia della sua mamma – li ha vissuti invece che sotto le cure costanti della Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Rimini”. A raccontare questa storia è l’assessore riminese alle Politiche per la salute Kristian Gianfreda, che commenta: “E’ doveroso e profondamente sentito fermarsi a dare merito quando arrivano storie che raccontano competenza umanità e speranza”.

"Questa bambina ha aperto gli occhi su un mondo per il quale non era ancora pronta”, racconta ancora Gianfreda. “Quattro mesi – quelli che avrebbe dovuto trascorrere nella pancia della sua mamma – li ha vissuti invece sotto le cure costanti della Tin dell’ospedale di Rimini. Qui ha trovato professionalità di altissimo livello, tecnologie adeguate e, soprattutto, una straordinaria attenzione alla dimensione umana della cura”. Oggi “quella bambina è stata dimessa con un peso più che triplicato, e ai controlli di follow up mostra uno sviluppo perfettamente nella norma. E’ una bellissima notizia per la sua famiglia, ma è anche una notizia che appartiene a tutta la nostra comunità, perché ci ricorda cosa significa avere sul territorio una struttura di eccellenza come la Tin di Rimini”. L’assessore ringrazia dunque tutti gli operatori che, “con dedizione e competenza, rendono possibile ogni giorno quello che può sembrare un piccolo miracolo, ma che è frutto di professionalità, esperienza e straordinario lavoro di squadra. Questa storia ci ricorda quanto sia preziosa la sanità pubblica e quanto sia fondamentale continuare a sostenerla e valorizzarla”.