La notizia non è delle più rassicuranti. Secondo la National Aeronautics and Space Administration (Nasa), circa 15mila asteroidi, non ancora localizzati, potrebbero minacciare la Terra. Ad annunciarlo è Kelly Fast, responsabile dell’Ufficio di coordinamento per la Difesa planetaria dell’agenzia, durante il recentissimo congresso annuale dell’American Association for the Advancement of Science, che si è svolto a Phoenix, negli Stati Uniti.

Si tratta di rocce di medie dimensioni, cioè con un diametro compreso tra 140 metri e un chilometro: non abbastanza grandi da mettere a rischio l’esistenza sul nostro pianeta (come quella che 66 milioni di anni fa provocò l’estinzione dei dinosauri), ma non abbastanza piccole da essere trascurabili. Il loro impatto potrebbe, infatti, distruggere un’intera area metropolitana: per questo vengono definite city killer.

Proprio questa fascia intermedia di corpi rocciosi rappresenta la maggiore criticità: quelli con un maggior volume, pur essendo più pericolosi, sono facili da intercettare con ampio anticipo, mentre quelli più piccoli, pur essendo difficili da captare, raramente provocano danni estesi.

Lo scampato pericolo

Gli scienziati sono stati messi in allerta il 25 dicembre 2024, quando un telescopio in Cile, in Sud America, ha evidenziato che un asteroide, poi chiamato YR4, grande quanto un campo da calcio, era transitato molto vicino alla Terra.