A 86 anni dalla nascita del cantautore genovese, le piazze italiane cantano e suonano la sua musica. Un rito collettivo che si rinnova di anno in anno tra chitarre, voci e memoria
Un particolare della locandina dell'evento
Genova - L’amore per Faber, la piazza che chiama, il desiderio di ritrovarsi per cantare e suonare le sue canzoni. Senza tempi, né programmi definiti. Nessun palco, nessuna scaletta: i brani nascono sul momento. C’è chi porta la chitarra, chi la fisarmonica, chi il flauto e chi, semplicemente la propria voce. Una delle più dimostrazioni più autentiche dell’eredità e dell’immenso patrimonio artistico lasciato da Fabrizio De Andrè è la cantata anarchica, manifestazione commemorativa che da anni si rinnova nelle principali piazza italiane e anche all’estero.
Dopo l’appuntamento dell’11 gennaio - anniversario della scomparsa del cantautore - che a Genova ha visto la partecipazione del figlio Cristiano - il tributo torna oggi in occasione di quello che sarebbe stato il suo ottantaseiesimo compleanno.
Nella sua Genova, la cantata inizierà alle 18 in piazza Matteotti. E non poteva mancare Milano, dalle 20 in poi in piazza del Duomo. E ancora Aosta, Bari, Brescia, Cagliari, Catania, Firenze, Palermo, Pavia, Savona e Trento. Dalle piazze italiane all’estero: quest’anno, per la prima volta anche a Parigi, sulle sponde della Senna. In piazza le canzoni e una memoria condivisa tra persone che spesso non si conoscono ma si riconoscono nelle parole del cantautore genovese.






