"Avevo 13 anni ero in casa di amici, tutti più grandi di me.

E sul piatto del giradischi fu messo 'Tutti morimmo a stento' di De André. Non avevo mai ascoltato nulla di lui. E rimasi folgorata. Quella voce così intensa, quei testi che parlavano degli ultimi: una rivelazione". Fiorella Mannoia parla così del suo rapporto con Faber: il prossimo 27 giugno (con replica il 28) proprio da Genova (Arena del Mare) partirà il suo nuovo tour dal titolo "Anime salve". Un omaggio al testamento artistico di De André, quell'album omonimo che il grande cantautore genovese scrisse con Ivano Fossati, altra nome caro alla Mannoia: "L'ho conosciuto quando mi fu proposta una sua canzone 'Note di maggio'. La ascoltai e mi dissi che era adatta a Sanremo. Lui del Festival non ne voleva sapere e ci fu una lunga trattativa alla fine della quale cedette. Da allora siamo diventati grandi amici e io ho cantato molte sue canzoni".

"Anime salve" celebra gli emarginati, gli ultimi, i diversi che sono tali solo perché non omologati alla maggioranza. Un album forte, incisivo: "Anime salve risale esattamente a trent'anni fa - spiega la Mannoia - e affronta temi che sono purtroppo drammaticamente attuali. Per questo ho pensato che fosse giusto riproporlo". Cantante fra le più amate, grande professionista, Mannoia è celebre anche per il suo costante impegno civile: "Io non amo la parola impegno. Io non mi impegno a dire quello che penso perché mi viene del tutto naturale e da sempre non sopporto le ingiustizie. Noi cantanti abbiamo un privilegio, siamo riconoscibili e per questo dobbiamo certo emozionare con le nostre canzoni, ma accendere anche un pensiero critico".