(di Francesca Pierleoni) I costumi di Colin Firth pericoloso seduttore in Valmont, Steve Buscemi infido preside nel raffinato completo viola per il galà veneziano in Mercoledì 2, Guillaume Canet Luigi XVI in Le Déluge, Caleb Landry Jones nei panni del principe delle tenebre nel Dracula di Luc Besson e Tom Hulce in quelli di Mozart per Amadeus.
Sono alcune delle creazioni, fra merletti, bottoni preziosi e tessuti damascati per la nuova esposizione, allestita dal 20 febbraio, di Cinecittà si Mostra, negli studios sulla Tuscolana a Roma, dove irrompe l'atmosfera del '700 fra illuminismo, rivoluzione industriale e caduta dell'ancien régime.
Il posto d'onore è riservato all'abito di Donald Sutherland per Il Casanova di Federico Fellini, per lo speciale omaggio dedicato al capolavoro del maestro riminese, a 50 anni dall'uscita nelle sale. Il focus è costituito da tre capi: due femminili (Tirelli - Trappetti Costumi dal 1964 e Sartoria Farani) indossati da dame veneziane e uno creato per il protagonista, Donald Sutherland, che ottenne il ruolo battendo colleghi come Robert Redford, Marcello Mastroianni e Gian Maria Volonté. Gli abiti sono firmati dallo scenografo-costumista Danilo Donati (di cui ricorrono i 100 ani dalla nascita), sodale di Fellini che proprio per il guardaroba del Casanova vinse il premio Oscar. Il Casanova "è stato un film 'firmato totalmente Cinecittà' - racconta in una nota Gianfranco Angelucci, regista, sceneggiatore sodale del regista riminese e testimone d'eccezione del periodo delle riprese. - Tutti gli ambienti, le scene, persino la laguna veneziana erano state interamente ricostruiti per le sequenze del film, e la maggior parte dei teatri erano occupati dalla produzione Pea di Alberto Grimaldi".






