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Ci siamo già passati negli anni di piombo e solo i folli con la mente offuscata dall'ideologia potrebbero volere nuovi Ramelli e Walter Rossi
Quentin Deranque è il Sergio Ramelli di Lione. Il brutale pestaggio del giovane attivista di destra francese ammazzato di botte ricorda da vicino l'agguato a colpi di chiave inglese del ragazzo del Fronte della Gioventù a Milano nel lontano 1975. Allora gli squadristi rossi di Avanguardia operaia, oggi la Jeune Garde Antifasciste messa fuori legge da Parigi. Quentin è morto in poche ore di agonia, Sergio ha agonizzato per 45 giorni. All'annuncio dell'aggressione, in Consiglio comunale a Milano, scattò l'applauso per un ragazzo moribondo con il cranio sfondato dalle chiavi inglesi. Negli anni settanta le vittime di destra erano demonizzate e giustificate, oggi non si osa tanto, se non nella sacche più estreme che inneggiano all'omicidio di Charlie Kirk e solitamente continuano a negare le foibe. La sinistra, però, preferisce tacere oppure sottovalutare o ancora meglio prendere le distanze dopo avere alimentato il fuoco che ha portato ad ammazzare a bastonate un ragazzo di 23 anni con l'unica colpa di pensarla diversamente dai democratici a senso unico.






