Neanche 24 ore dopo l’annuncio dello stop alle corse fino a settembre, all’ippodromo delle Capannelle è scattata la fuga. Box che si svuotano, trasferimenti programmati in fretta, scuderie alla ricerca di piste alternative per non interrompere l’attività agonistica. Parliamo di centinaia di cavalli, decine di operatori, maestranze con tutto un indotto che vive delle grandi giornate. Le corse in programma fino a settembre saranno redistribuite su altri impianti, aprendo interrogativi economici e strutturali. Con le gare concentrate in pochi mesi nell’ippodromo, anche le convenzioni ministeriali verrebbero ridotte proporzionalmente e potrebbero costringere il Comune ad alzare le tariffe o intervenire in termini economici. In entrambi i casi, il modello, per molti operatori appare fragile.