Il progetto della multinazionale Radia di costruire il più grande aereo cargo (WindRunner) mai fabbricato e di realizzarlo in Italia, tra Campania, Puglia e Calabria, compie un passo in avanti. E’ di questi giorni il provvedimento del Congresso USA che ha inserito all’interno del National Defense Authorization Act il riconoscimento del progetto dell’aereo cargo di grandi dimensioni considerandolo fondamentale per creare sicurezza e rispondere alle necessità di trasporti eccezionali. Un passaggio apparentemente solo formale a cui, però, si attribuisce molta importanza per le ricadute pratiche che potrà produrre al fine di poter produrre il velivolo da adibire a grandi carichi e soprattutto al trasporto di pale eoliche.
Con l’inserimento del progetto nel Ndaa il Congresso americano chiede al Pentagono di individuare insieme all’industria le migliori soluzioni progettuali. La risposta è attesa ad aprile e, se sarà positiva, il Congresso potrà prevedere un finanziamento per alcuni progetti, tra cui quello che sta sviluppando Radia.
Il Piano dell’azienda americana si stima che potrà comportare investimenti per circa 3 miliardiù, che la società punta a reperire da diverse fonti. «Pensiamo _ spiega Giuseppe Giordo, presidente e ceo di Radia Italia _ che ci sarà bisogno di fondi pubblici e privati, come a suo tempo è avvenuto per SpaceX. E servono risorse stanziate sia dall’America che dall’Europa e dall’Italia». Per Giordo, quindi, il riconoscimento del Congresso Usa e l’eventuale finanziamento americano potrebbero dare il “La” a una fase più concreta di reperimento delle risorse per passare poi all’attuazione. «Il provvedimento americano _ sintetizza il ceo ed ex dell’aeronautica di Finmeccanica, a capo di Alenia Aermacchi _ può avere tre conseguenze: il finanziamento degli Usa, la spinta a investitori privati e una forte spinta a istituzioni europee e soprattutto italiane al fine di consentire l’attuazione del progetto».










