Quattro giorni non sembrano molti, soprattutto se l’idea è quella di tenere insieme una grande città, un parco naturale tra i più vasti degli Stati Uniti e una strada che corre sull’oceano fino ai confini del paese attraversando un arcipelago di migliaia di isole. Eppure il sud della Florida funziona proprio così: compatto, accessibile, sorprendentemente fluido. Miami e le Florida Keys si lasciano attraversare in un viaggio (volendo anche) breve, a patto di seguire una traiettoria precisa, rinunciando alle deviazioni e lasciando che siano luce, acqua e distanza a scandire il tempo. Questo itinerario nasce da qui: dall’idea che sì, quattro giorni bastano, se si sa dove andare.
Giorno 1 - South Beach, l’Art Déco e una cena messicana
Atterrare al Miami International Airport nel tardo pomeriggio consente di entrare subito nel ritmo del viaggio: l’aeroporto è relativamente vicino sia a Downtown che a Miami Beach, e in meno di mezz’ora si passa dal jet lag al lungomare. La prima passeggiata è quasi obbligata: South Beach, con il suo tratto più celebre tra Ocean Drive, Collins Avenue e Washington Avenue, è un museo a cielo aperto di splendide architetture Art Déco. Qui si concentra il più grande distretto del genere al mondo, con edifici costruiti tra gli anni Trenta e Quaranta, linee aerodinamiche, angoli arrotondati, insegne al neon e colori pastello pensati per riflettere la luce dell’oceano. Al tramonto, quando il sole cala dietro la città e le facciate si accendono, l’atmosfera è obiettivamente quella di un set cinematografico permanente. Arricchito dal clima vivace di una città con colori di decine di paesi: circa il 70% dei residenti nella contea di Miami-Dade ha infatti origini latinoamericane o caraibiche, specialmente cubane.






