Milano, 18 lug. (askanews) – Con l’aumento dei flussi verso destinazioni meno congestionate e più accessibili, una parte della costa sud-orientale degli Stati Uniti sta registrando un interesse crescente tra viaggiatori internazionali e domestici. Dalle isole barriera della Carolina del Nord alle spiagge di quarzo dell’Alabama, emergono località che combinano patrimonio naturale, infrastrutture turistiche e un’offerta ancora relativamente meno saturata rispetto ai grandi hub balneari.
In Carolina del Nord, le Outer Banks – oltre 480 chilometri di isole barriera nell’Atlantico – rappresentano uno dei sistemi costieri più estesi e fragili del Paese. Ocracoke Island, raggiungibile esclusivamente in traghetto, è tra le mete più isolate e conserva un patrimonio storico legato alla pirateria, oltre a riserve naturali come lo Springer’s Point Preserve. Più sviluppata Wrightsville Beach, che si distingue per l’offerta legata agli sport acquatici e per una crescente visibilità mediatica grazie a produzioni televisive girate nell’area.
La Carolina del Sud presenta un modello più strutturato, in equilibrio tra sviluppo turistico e tutela ambientale. Hilton Head Island si conferma tra le destinazioni più frequentate, con servizi pubblici, piste ciclabili diffuse e accessi organizzati alle spiagge. A pochi chilometri, Hunting Island State Park offre un contesto opposto: otto chilometri di costa protetta, un faro storico del XIX secolo e habitat costieri che attirano fotografia naturalistica e osservazione della fauna. Myrtle Beach resta invece uno dei poli principali del turismo di massa lungo la Grand Strand, una fascia costiera di circa 96 chilometri con infrastrutture ricettive e intrattenimento su larga scala.









