Il randagismo è un problema sotto gli occhi di tutti. Ciò che, invece, spesso viene dimenticato è quello che accade agli animali domestici di proprietà, quando i loro umani di riferimento vengono a mancare, oppure decidono che non possono più prendersi cura del proprio pelosetto. In quel momento, intervengono i volontari, che, già schiacciati dal peso di tutti i recuperi in strada, si ritrovano a dover gestire le famose "rinunce di proprietà", quel fenomeno tale per cui è necessario ricollocare in tutta fretta animali ormai anziani o avanti con l'età, che vengono trattati come uno scarto di cui liberarsi quanto prima. Questa è proprio la storia di Mia e di molti altri, come lei, di cui nessuno mai scriverà e che finiranno nel dimenticatoio.

Come ha perso tutto

Mia ha vissuto per sette anni amata e curata, accudita da quella che era la sua mamma umana, o per meglio dire, la sua nonna umana. Gli anziani spesso si sentono soli, poco seguiti dalla loro stessa famiglia e, perciò, per sopperire alla mancanza di compagnia e di affetto, scelgono di prendere in casa un animale domestico, dai cani ai gatti, fino agli uccellini o ai conigli. Ciò che poi, il più delle volte accade, è che si tratta di esseri viventi con necessità specifiche, che prevedono un impegno quotidiano che non sempre gli anziani riescono a gestire, tanto più se si parla di cuccioli vivaci ed energici. Mia era stata presa proprio con questa idea, ma la sua proprietaria è invecchiata ed è venuta a mancare improvvisamente. I figli non hanno voluto saperne della gatta rimasta nell'appartamento vuoto e se ne sono liberati quanto prima.