S’illude, la Juventus. E poi scompare sommersa dai decibel dello stadio Ali Sami Yen, dai gol del Galatasaray e – quel che è peggio – dai propri errori clamorosi. Il 5-2 di Istanbul è una mazzata che non lascia modo di polemizzare e recriminare (come invece il 3-2 di San Siro), pone semmai sotto i riflettori dei concreti dubbi sui limiti della squadra. Limiti quantitativi oltre che qualitativi, visto che dopo un buon primo tempo chiuso in vantaggio i cambi hanno portato al crollo vertiginoso. E tendenzialmente irreparabile. Gli ottavi di Champions League, a questo punto, sembrano un miraggio: nello spareggio di ritorno (mercoledì 25 febbraio) servirà una vittoria con tre gol di scarto per andare ai supplementari o con quattro reti di vantaggio per ribaltare la situazione.

Koopmeiners illude

E pensare che il primo tempo lasciava presagire ben altro. Spalletti, come anticipato, decide di puntare su McKennie in versione centravanti ovviando così all’assenza di David. Fiducia anche a Koopmeiners, preferito a Miretti in un 4-3-3 / 4-1-4-1 in cui Locatelli scherma la difesa e i centrocampisti (ma all’occorrenza anche i difensori) hanno licenza di creare caos. Sul fronte Galatasaray, Okan Buruk sceglie di puntare inizialmente sul solo Osimhen lasciando Icardi in panchina. Nella bolgia dell'Ali Sami Yen sono i padroni di casa a prendere subito il sopravvento contro una Juventus che – se non impaurita – appare quantomeno intimidita dal contesto. La conclusione di Akgun al 6’, è preludio alla rete dell’1-0 al quarto d’ora: Yildiz sbaglia un controllo su rimessa laterale, Osimneh recupera e serve Gabriel Sara che non ha problemi a insaccare. Proprio mentre si riflette sui rischi di un crollo, ecco il colpo di scena. La Juventus – che fino a quel momento aveva impensierito solo con una iniziativa personale di Yildiz – risponde immediatamente con una azione tanto fulminea quanto efficace: cross perfetto di Cambiaso, Kalulu impegna di testa Cakir e sulla respinta Koopmeiners, tempista al punto giusto, firma il pari. E che la scelta di puntare su di lui fosse quella giusta, l’olandese lo dimostra anche al 31’: intercetta, scambia con McKennie (bravissimo a scaricare immediatamente in profondità) e poi di sinistro fa partire una conclusione potente e precisa, sotto il sette. Riesce nell’impresa di ammutolire lo stadio. Tutto questo in un primo tempo in cui ai gol si alternano infortuni (Bremer costretto a cedere il posto a Gatti per fastidio ad un flessore), cartellini gialli pesanti (Cambiaso, ammonito, salterà il ritorno) e svariate altre occasioni pericolose: Di Gregorio è attento su un colpo di testa di Osimhen e su una conclusione improvvisa di Akgun. Conceiçao sfiora il 3-1 (39’) con un tiro a giro al culmine dell’ennesima bella e fluida ripartenza della Juventus.