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L’indagine fotografa una rete disomogenea dopo il ritocco di inizio anno

Al casello non esiste un prezzo “standard”: basta cambiare tratta per scoprire che l’autostrada può costare molto di più, anche a percorrenze simili. I ritocchi entrati in vigore a inizio 2026 hanno reso ancora più evidente una rete a tariffe disomogenee, come mostra l’indagine di Altroconsumo su 38 collegamenti tra i più utilizzati: dietro un aumento medio contenuto, l’impatto sul portafoglio varia sensibilmente da un percorso all’altro.

Il dato di sintesi parla di rincari attorno all’1,5% in media, ma nella pratica l’incremento rilevato sul campione analizzato scende intorno all’1,1%. Tradotto: spesso si pagano 10 o 20 centesimi in più, e solo in pochi casi 30 centesimi sulle tratte più lunghe e già costose. Numeri piccoli, certo, ma con un effetto moltiplicatore per chi viaggia spesso: quei centesimi, sommati viaggio dopo viaggio, diventano decine di euro su base annua.